Dic 16

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Dic 13
Smentita sul rilascio di Sakineh

TEHERAN – La famosa iraniana di cui tutto il mondo parla da mesi Sakineh Mohammadi Ashtiani  condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità nell’omicidio del marito, non è stata liberata, ma solo condotta nella sua casa a Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran per far si di capirne di più nelle indagini della morte del marito […]

TEHERAN – La famosa iraniana di cui tutto il mondo parla da mesi Sakineh Mohammadi Ashtiani  condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità nell’omicidio del marito, non è stata liberata, ma solo condotta nella sua casa a Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran per far si di capirne di più nelle indagini della morte del marito È quanto riporta  iraniana Press tv dopo che ieri sera il Comitato internazionale contro la lapidazione aveva diffuso la notizia della sua liberazione, pubblicando sul web alcune foto della donna e di suo figlio anche lui arrestato.

Il procuratore di Tabriz  ha dichiarato le il rilascio di Sakineh è  una grandissima menzogna.
Nel programma televisivo iraniano hanno trasmesso ciò che la Sakineh avrebbe fatto la sera dell’omicido dove sul luogo del delitto sono comparsi anche il figlio e l’avvocato.. L’obiettivo dichiarato è quello di far luce sull’0micidio, mettendo la  Sakineh (accusata tra l’altro di complicità nell’omicidio del marito), alle strette sperando che prima o poi ci dia una confessione più accurata. Il sito infine ricorda che Sakineh è stata giudicata colpevole dell’omicidio del marito, Ibrahim Qaderzadeh, in complicità con un uomo, Isa Taheri, di cui era l’amante. La donna è stata già condotta per due volte di fronte alle telecamere della tv di stato per confessare i suoi reati.

La notte scorsa il Comitato internazionale contro la lapidazione ha precisato di che la Sakineh  stava per esser liberata . Ma l’annuncio della loro liberazione non è stato confermato dalla Repubblica iraniana, sottolinea il Comitato, ricordando come sin «dall’inizio della vicenda» di Sakineh «informazioni contraddittorie siano circolate sulle agenzie di stampa iraniane».

Dic 12
Vino killer per rapinare turisti a Colle Oppio

ROMA – Una vicenda che ha dell’incredibile 3 ragazzi di origini stranieri selezionavano le loro vittime prima di derubarli completamente le vittime erano principalmente stranieri. Venivano avvicinati con modi garbati ,facevano in modo che la vittima si fidasse quel poco per dargli un poco di fiducia e poi li convincevano a seguirli per una passeggiare […]

ROMA – Una vicenda che ha dell’incredibile 3 ragazzi di origini stranieri selezionavano le loro vittime prima di derubarli completamente le vittime erano principalmente stranieri. Venivano avvicinati con modi garbati ,facevano in modo che la vittima si fidasse quel poco per dargli un poco di fiducia e poi li convincevano a seguirli per una passeggiare nei pressi del Parco di Colle Oppio, a Roma, ed offrivano loro del vino contenente del sonnifero. Quando le vittime perdevano i sensi, agivano indisturbati, derubandole di tutto.

Ma il trucchetto da loro escogitato non sempre è andato a buon fine infatti un turista americano è rimasto vittima dal potente sonnifero contenuto nel vino. Gli agenti del Commissariato Celio, diretto da Tiziana Lorenzo, al termine di una indagine complessa, hanno arrestato due persone. Una terza, identificata, è attualmente ricercata.

I due malviventi, arrestati in flagranza di reato dagli agenti del commissariato Celio con l’accusa di rapina aggravata, sono un cittadino di nazionalità romena di 26 anni e di uno egiziano 24 anni, mentre un terzo complice di 23 anni, è ancora ricercato. I due romeni sono residenti nel campo rom Stacchini a Bagni di Tivoli mentre l’egiziano in zona Tiburtina.

La loro strategia era sempre la stessa: vittime principalmente turisti, approccio amichevole, una passeggiata nel Parco di Colle Oppio, del vino alla benzodiazepina poi una volta che la vittima perdeva i sensi scattava la rapina. In tutto una cinquantina di colpi, tutti i colpi venivano fatti di sera davanti a locali del centro di Roma, in particolare nella strada dei gay. Un modo di agire che ha fatto subito pensare che le rapine si svolgevano di notte dove a frequentare erano soprattutto persone gay. Cosi, dopo aver messo in atto un piano basato su appostamenti in vari punti della zona, e grazie alla collaborazione dei commercianti e degli altri frequentatori abituali del quartiere, gli agenti del Commissariato Celio hanno sorpreso i rapinatori mentre mettevano a segno un nuovo colpo.

I due arrestati non bevevano mai dalla bottiglia offerta alle persone che prendevano di mira, contenente una potente miscela di vino e sonnifero alla benzodiazepina. L’ultima vittima è un turista svizzero adescato in un locale, al quale è stato fatto bere il vino. Pochi minuti e la vittima aveva iniziato a barcollare fino ad essere scortata dai due verso il parco di Colle Oppio. Una volta sul posto, mentre uno dei due faceva da palo, l’altro derubava il turista. I due sono stati arrestati in flagranza dagli agenti, che li avevano seguiti.

Dic 11

Tradimento in provetta

Posted by Mafy in Varie
Tradimento in provetta

Pur non essendo un vero tradimento cosi è stato dichiarato. Una coppia di sposi lui di 60 anni e lei 45 sono andati davanti a un giudice per la separazione. Il marito ha chiesto la separazione giudizialmente dalla moglie perché tenuto allo scuro di aver concepito la propria figlia in provetta. La moglie non riuscendo […]

Pur non essendo un vero tradimento cosi è stato dichiarato. Una coppia di sposi lui di 60 anni e lei 45 sono andati davanti a un giudice per la separazione.

Il marito ha chiesto la separazione giudizialmente dalla moglie perché tenuto allo scuro di aver concepito la propria figlia in provetta. La moglie non riuscendo a rimanere incinta si è rivolta agli specialisti dell’ istituto De Reproduccion “Cefer” di Barcellona.

Il marito ha scoperto la verità dopo essersi sottomesso a delle cure speciali prima di subire un intervento alla prostata dove gli hanno confermato che lui era effetto da “ impotenza generandi”. In un primo momento l’uomo non ha detto niente alla moglie ma quando dopo pochi giorni ha ritrovato nel cassetto le ricevute di pagamento a nome della clinica per essersi sottomessa a un inseminazione artificiale beh li è esploso e ha voluto la verità pur crudele che sia.

La consorte a questo punto a confessato il tutto. Gli avvocati della vicenda hanno dichiarato che pur non essendoci stato tradimento fisico da parte della moglie,venendo meno ai suoi obblighi o meglio venir meno a quel rapporto fiduciario morale e della comunione materiale e spirituale dei coniugi come consacra il codice civile.

Dic 05
RISSA IN CORSIA OSPEDALIERA

Roma – Ragazzo di ventinove anni muore durante l’asportazione della milza. L’ accaduto avviene nell’ ospedale di San Filippo Neri. La polizia del posto è intervenuta tempestivamente, infatti i parenti e amici del giovane morto circa una decina di persone si sono avventati sui medici picchiandoli con pugni e calci. Dopo l’intervento i medici sono […]

Roma – Ragazzo di ventinove anni muore durante l’asportazione della milza. L’ accaduto avviene nell’ ospedale di San Filippo Neri. La polizia del posto è intervenuta tempestivamente, infatti i parenti e amici del giovane morto circa una decina di persone si sono avventati sui medici picchiandoli con pugni e calci.

Dopo l’intervento i medici sono andati da i parenti per riferire il decesso del ragazzo,i genitori e gli altri si sono avventati contro di loro picchiandoli e insultandoli. Le ferite riportate dai medici sono contusioni e fratture al setto nasale. Le contusioni dovrebbero guarire in una decina di giorni.

I medici dichiarano che il ragazzo era già effetto da una grave malattia del sangue ed era stato più volte ricoverato in ospedale. La famiglia del ragazzo ha esporto denuncia nei confronti dei medici. Da parte dei medici non è partita nessuna denuncia ma è stato intervistato il direttore generale dell’ospedale il signor Mimmo Alessio che ha espresso le più sentite condoglianze alla famiglia del ragazzo. Ci sarà l’autopsia nei prossimo giorni e cosi accerteremo la vera causa del decesso del ragazzo la quale potrebbe essere stata causata dall’anestesia.

Dic 05

YARA FERMATI DUE SOSPETTI

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YARA FERMATI DUE SOSPETTI

Roma-  Le indagini sulla scomparza di Yara Gambirasio ormai scomparsa da 10 giorni stanno andando avanti. Sono stati fermati nelle ultime ore due sospettati un tunisino e un italiano. I carabinieri sono saliti a bordo del traghetto partito da Genova e diretto in Tunisia. Il tunisino è sparito subito dopo la scomparsa della piccola Yara, […]

Roma-  Le indagini sulla scomparza di Yara Gambirasio ormai scomparsa da 10 giorni stanno andando avanti. Sono stati fermati nelle ultime ore due sospettati un tunisino e un italiano.

I carabinieri sono saliti a bordo del traghetto partito da Genova e diretto in Tunisia. Il tunisino è sparito subito dopo la scomparsa della piccola Yara, nessuno lo ha più visto a lavoro dopo il 26 novembre giorno della scomparsa. Dell’ italiano non si hanno ancora notizie pur essendo anche lui in stato di fermo. Un testimone dichiara di averla vista con queste due persone subito dopo la scomparsa.

Le forze dell’ordine dichiarano di essere stati sulle tracce del tunisino e dell’italiano già dall’inizio delle indagini con la massima riservatezza nella cattura dei due indagati è intervenuta anche la Guardia costiera locale di Imperia.

Il traghetto che era partito per la Tunisia era già fuori dalle acque territoriali quando al capitano gli è stato ordinato di tornare indietro immediatamente per permettere ai carabinieri in fermo dei due indagati.

Nov 29
SEPOLTI PUR ESSENDO ANCORA IN VITA

SYDNEY: Ebbene si è la fantastica storia cosi possiamo definirla per tre giovani ragazzi sperduti per ben 50 giorni nell’Oceano Pacifico un avventura finita a lieto fine x loro anche se i loro familiari e compatrioti li avevano già sepolti. Dei tre ragazzi si erano perse le tracce il 5 ottobre dall’isola di Tokelau nella […]

SYDNEY: Ebbene si è la fantastica storia cosi possiamo definirla per tre giovani ragazzi sperduti per ben 50 giorni nell’Oceano Pacifico un avventura finita a lieto fine x loro anche se i loro familiari e compatrioti li avevano già sepolti. Dei tre ragazzi si erano perse le tracce il 5 ottobre dall’isola di Tokelau nella Nuova Zelanda e dopo che anche l’aeronautica neozelandese aveva dato disposizione per le ricerche senza nessun risultato avevano dichiarato chiuso il caso i ragazzi erano stati dichiarati morti. Ma il caso vuole o meglio diciamo che per loro non era ancora arrivata la loro ora e con una gran voglia di vivere a cui i ragazzi si sono aggrappati con tutte le loro speranze dopo ben 50 lunghi giorni in acqua sono stati salvati da un peschereccio di tonni che li aveva avvistati a nordest delle isole Fiji. I tre ragazzi appena salvati sono stati visitati e le loro condizioni fisiche erano abbastanza buone a parte le ustioni solari ma se la caveranno con un bel po’ di crema doposole x alleviare le bruciature. I ragazzi hanno raccontato che il loro unico pasto è stato un gabbiano che anno divorato crudo. La prima priorità del peschereccio appena tocca terra è di trasportare i ragazzi in ospedale per dare loro accurate visite mediche.

Nov 29

GIALLO NEL BERGAMASCO

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GIALLO NEL BERGAMASCO

A pochi mesi dalla morte della piccola Sarah Scazzi la quindicenne scomparsa ad Avetrana in Puglia dove sono accusati x la sua morte lo zio Michele Misseri e la figlia Sabrina tutt’ora in carcere a pochi mesi da questa terribile vicenda che ancora adesso non sono riusciti ad arrivare a una conclusione, non essendoci ancora […]

A pochi mesi dalla morte della piccola Sarah Scazzi la quindicenne scomparsa ad Avetrana in Puglia dove sono accusati x la sua morte lo zio Michele Misseri e la figlia Sabrina tutt’ora in carcere a pochi mesi da questa terribile vicenda che ancora adesso non sono riusciti ad arrivare a una conclusione, non essendoci ancora un colpevole dichiarato.

Pare che la piccola Yara Gambirasio di Brembate piccola località nel bergamasco non sia più tornata dagli allenamenti di ginnastica ritmica di venerdì sera, di lei non si ha più nessuna traccia e la paura cresce sempre di più in famiglia le forze dell’ordine stanno battendo centimetro per centimetro tutta la zona ma senza risultato.

La polizia ha anche interrogato un presunto testimone che ha dichiarato di aver visto la piccola Yara in compagnia di due quarantenni prima della sua scomparsa ma tutto ciò è stato subito smentito.Il ragazzo per darsi un po’ di importanza aveva montato su una storia più o meno credibile ma sotto la forzatura dei carabinieri ha smentito il tutto.

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