Dic 13
Smentita sul rilascio di Sakineh

TEHERAN – La famosa iraniana di cui tutto il mondo parla da mesi Sakineh Mohammadi Ashtiani  condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità nell’omicidio del marito, non è stata liberata, ma solo condotta nella sua casa a Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran per far si di capirne di più nelle indagini della morte del marito […]

TEHERAN – La famosa iraniana di cui tutto il mondo parla da mesi Sakineh Mohammadi Ashtiani  condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità nell’omicidio del marito, non è stata liberata, ma solo condotta nella sua casa a Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran per far si di capirne di più nelle indagini della morte del marito È quanto riporta  iraniana Press tv dopo che ieri sera il Comitato internazionale contro la lapidazione aveva diffuso la notizia della sua liberazione, pubblicando sul web alcune foto della donna e di suo figlio anche lui arrestato.

Il procuratore di Tabriz  ha dichiarato le il rilascio di Sakineh è  una grandissima menzogna.
Nel programma televisivo iraniano hanno trasmesso ciò che la Sakineh avrebbe fatto la sera dell’omicido dove sul luogo del delitto sono comparsi anche il figlio e l’avvocato.. L’obiettivo dichiarato è quello di far luce sull’0micidio, mettendo la  Sakineh (accusata tra l’altro di complicità nell’omicidio del marito), alle strette sperando che prima o poi ci dia una confessione più accurata. Il sito infine ricorda che Sakineh è stata giudicata colpevole dell’omicidio del marito, Ibrahim Qaderzadeh, in complicità con un uomo, Isa Taheri, di cui era l’amante. La donna è stata già condotta per due volte di fronte alle telecamere della tv di stato per confessare i suoi reati.

La notte scorsa il Comitato internazionale contro la lapidazione ha precisato di che la Sakineh  stava per esser liberata . Ma l’annuncio della loro liberazione non è stato confermato dalla Repubblica iraniana, sottolinea il Comitato, ricordando come sin «dall’inizio della vicenda» di Sakineh «informazioni contraddittorie siano circolate sulle agenzie di stampa iraniane».

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